Il Money Management (in italiano gestione del denaro, in questo caso prettamente all'uttilizzo del capitale da investire nei mercati finanziari) è un aspetto molto importante che abbiamo già evidenziato in altri articoli. E' un utile gestione del proprio capitale in modo da non prosciugarsi tutto e subiito, un parametro obbligatorio per chi opera con tanti soldi. Qui sotto evidenziamo un articolo tratto dal web, teorico ma che in linea di massima descrive le fasi pre e post trading, dalla gestione del rischio al drawdown. Vediamo in sintesi:
"Generalmente le prime operazioni di trading sono caratterizzate da guadagni e perdite che sembrano alternarsi.
Può capitare di incorrere in perdite consistenti con evidente alterazione del capitale sia economico che psicologico, da provocare uno stato di disorientamento, stress e insicurezza con interventi riparatori dettati solo dalla voglia di recuperare.
Alle tecniche di trading più avanzate bisogna affiancare un sistema di regole prefissate con lo scopo di mantenere la situazione ad un livello soggettivamente accettabile. "
Questa situazione si verifica di solito ai traders beginner, ovvero che fanno pratica, oppure a traders che hanno preso un grosso loss. E' una situazione che capita praticamente a ogni trader.
"Perdite e gestione del rischio
Dobbiamo essere consapevoli che non potremmo mai realizzare la totalità di trade vincenti.
Non possiamo conoscere quali trade saranno vincenti e quali no, per cui risulta chiara la necessità di proteggerci con strumenti che salvaguardino il nostro capitale economico e psicologico.
Perdere denaro è infatti di per sé negativo, ma ancor peggio è perderne tanto da pregiudicare definitivamente le chance di proseguire nell’attività di investitore. Bisogna considerare con estrema attenzione il problema della gestione del rischio consapevole del fatto che “il rischio c’è” nell’esatto momento in cui apriamo una posizione. La cosa certa è che il mercato non può essere controllato: è un'entità indipendente che si comporta in maniera “illogica”, muovendosi in modo del tutto arbitrario lontano dalle nostre aspettative e previsioni.
In questo contesto, l'unica cosa da noi controllabile è il rischio, che rappresenta l'aspetto fondamentale nel processo operativo degli investimenti e della speculazione finanziaria."
Si evince che l'aspetto più importante è quanto possiamo rischiare, ancor prima di chiederci quanto potremmo guadagnare.
"Molti operatori che utilizzano tecniche dei più famosi trader pensano di non poter perdere mai ma, quando questo succede, e succede pure con una certa frequenza, sembra crollare un mondo attorno a loro: non ci sono più certezze, i dubbi affiorano, nascono degli autentici i problemi, tutto è messo in discussione.
Il problema è che la maggior parte delle persone è impreparata psicologicamente a sopportare le perdite per cui, non appena inizia a segnare una serie negativa di operazioni, perde fiducia nel proprio operato ed abbandona quella strategia prima ancora che riprenda a dare i suoi risultati.
Risulta di fondamentale importanza, quindi, assumere un comportamento costante adottando tecniche di protezione del capitale, che non devono in alcun modo essere disattese.
Quando si entra nel mondo del Forex spesso si cerca di operare in modo autonomo senza però aver prima sviluppato doti di disciplina e senza aver ben chiare le strategie di money management. "
Qui si entra nel fattore psicologico e anche nella sintesi 1, ovvero dopo un loss pesante si entra in una situazione d'incertezza sulle proprie possibilità di trading.
"Il money management
Il money management non è altro che un sistema di regole prestabilite che deve indicarci quanto denaro investire in una singola operazione in modo tale da preservare il capitale totale a nostra disposizione nel caso in cui le cose dovessero andare male.
Il money management si compone di due parti fondamentali collegate tra loro:
1) risk management ("gestione del rischio") : questa prima parte analizza il rischio legato alla posizione assunta sul mercato; La corretta gestione del rischio è la differenza tra un trading vincente ed uno perdente.
L’operare correttamente sul mercato è costituito al 90% dal money e portfolio management; un fatto, questo, che la maggior parte delle persone non riesce o non vuole comprendere. Una volta che si ha il corretto Money Management, la disciplina e la psicologia completano la figura del buon investitore.
2) position sizing : questa seconda parte vi indica con quanto capitale entrare per ogni trade aperto sul mercato e come ripartirlo nei vari asset di portafoglio.
Poche persone riescono a vedere il proprio portafoglio come un tutt’uno. Ancora meno investitori riescono a fare il passo da una visione difensiva o reattiva del rischio verso una visione aggressiva cercando di ottimizzare l’uso del capitale. "
In sintesi, è la differenza fra loss e profit che fa la "differenza". Non importa quale tecnica usiate (anche se tendenzialmente il rapporto risk profit deve essere al 95% sempre di 1 a 3-5) ma l'importante è avere un saldo positivo a fine anno, con una % decisamente buona (altrimenti meglio puntare su bond o obbligazioni sicure).
"Bisogna sapere quanto è complicato recuperare il denaro dopo averlo perso, in quanto sarà richiesta una “prestazione” finanziaria più elevata in funzione delle dimensioni della perdita.
Il calcolo della prestazione richiesta per recuperare il capitale si effettua sulla base di questa formula: RP = 100/ (100 - P) * P, dove RP è la performance necessaria per ritornare al punto di pareggio, mentre P è la percentuale di perdita registrata.
Come si nota, perdendo denaro si va a disporre di un capitale minore rispetto a quello di partenza per poter continuare a tradare. Una volta azzerato completamente il capitale (K) non avremo più la possibilità di continuare.
E’ dunque importantissimo mantenere le perdite entro un “range” contenendo quello che viene detto drawdown (calo,riduzione) al livello più basso possibile.
Il drawdown è la quantità di denaro (in percentuale rispetto al capitale complessivo) persa facendo trading. Si inizia a calcolare il drawdown solo nel caso in cui si registri un trade in perdita e si prosegue fino a che la posizione continua a registrare nuovi minimi dell'equity line, cioè la linea che rappresenta l'evoluzione combinata dei profitti e delle perdite.
Immaginiamo di avere sul nostro conto 5000 euro. Abbiamo perso con un primo trade 1000 euro per cui il drawdown è del 20%. Sul conto avremo ora 4000 €. Supponiamo ora di guadagnare con un secondo trade 500€ e con un terzo trade perdere 1000€. Il calcolo del drawdown è: 4000€ + 500€ - 1000€ = 3500€ per cui stiamo subendo una perdita pari al 30% del capitale iniziale.
Il massimo drawdown ci indica invece la quantità di denaro persa prima di tornare al punto di pareggio (break-even point). Ad esempio, abbiamo un conto iniziale di 5000€ e, prima di tornare al punto di pareggio, subiamo una perdita di 15000€. Il massimo drawdown sarà stato del 30%.
Questo “concetto di perdita” bisogna sempre che sia tenuto presente dal trader perché, da come abbiamo visto dalle tabelle precedenti, al crescere della perdita percentuale verrà richiesta una sempre maggiore performance prima tornare al break-even point. Bisogna cercare di sforzarci per mantenere il drawdown inferiore al 20-30% ritenuto da tutti come tetto massimo
Quando si fa trading bisogna essere coscienti dei risultati a cui si può arrivare quando si subiscono perdite importanti perché, non solo si perde del denaro ma si rischia anche di perdere definitivamente la possibilità di continuare a tradare. Bisogna cercare di mantenere le nostre perdite entro limiti contenuti cercando di minimizzare le perdite con interventi finanziari “precisi” sforzandoci di minimizzare le perdite.
Bisogna avere il massimo rispetto per il rischio allo scopo di assicurarsi una prolungata permanenza sui mercati finanziari."
Un calcolo che si può tenere a mente in modo più semplice è il seguente: ogni operazione non rischiare più del 1%, tutte le operazioni in portofilo non rischiare più del 25% (in caso di gravi cataclismi finanziari potrebbero perire tutte) e quindi agire di conseguenza.



