Vediamo senza dati alcune invenzioni riguardo le energie alternative che potranno essere costruite in futuro.
Ideate per risolvere i tanti problemi nei Paesi poveri, tante invenzioni sono state brevettate sfruttando le energie rinnovabili, le quali un giorno potrebbero entrare a far parte anche del nostro uso quotidiano.
Parliamo di tecnologie di ultima generazione, le quali hanno la grande capacità di essere funzionali anche senza sprecare risorse. Esempio: Il fornello solare. Anziché utilizzare le pericolose e dispendiose bombole del gas da campeggio, permette di cucinare, riscaldare l’acqua e renderla potabile grazie a dei pannelli solari. Con un costo non esorbitante.
Sempre sul tasto del solare, l’MIT di Boston ha inventato il tessuto luce, un tessuto fatto anch’esso con pannelli solari flessibili i quali sono in grado di produrre energia elettrica. Ma il sole può essere utilizzato anche per il trasporto, e così a breve la città di Montreal in Canada, sarà la prima a sperimentare le prime biciclette che, se ricaricate alla rastrelliera solare con la tecnica del bike sharing, le potranno trasformare in motorino ecologico.
L’invenzione più imponente relativa al solare però è un’altra. Si tratta di un’enorme barca a propulsione solare diretta che concentra i raggi del sole in un dispositivo a strisce di carbonio nanostrutturato le quali, riscaldandosi, rilasciano energia termica. L’energia poi, a contatto con il mare, riesce a far spostare anche un’enorme nave.
Se invece vogliamo guardare oltre il solare, le alternative non ci mancano. Possiamo infatti sfruttare il riciclo di qualcosa che noi gettiamo sicuramente, i residui di caffè e di tè, i quali possono essere riutilizzati al posto dell’inchiostroin una stampante inventata dal coreano Jeon Hwan Ju. Oppure possiamo risparmiare sul detersivo lavando i nostri panni con le noci. L’invenzione è dell’ungherese Levente Szabo, ma la tecnologia esiste da secoli in India e Nepal, dove alcune noci lavanti, il cui guscio contiene saponina, lo stesso prodotto dei saponi industriali, vengono utilizzate per fare il bucato.
Non poteva mancare anche l’altra grande energia rinnovabile, l’energia eolica. L’Università di Delft, in Olanda, è riuscita in un intento straordinario: rendere potabile l’acqua di mare senza elettricità. Come ci si può aspettare dai Paesi Bassi, tutto si basa sulla tecnologia dei mulini a vento. Questi, utilizzano la tecnica dell’osmosi inversa. In pratica raccolgono l’acqua di mare ed esercitando una pressione di 60 bar rilasciano il sale, rendendo potabile l’acqua.







